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La Collezione dei Papiri dell’Università degli Studi di Lecce (PUL)

 

La Collezione di Papiri dell’Università di Lecce, contrassegnata dalla sigla PUL, comprende oltre 340 papiri documentari di varia provenienza, acquistati tra il 1990 e il 2005 sul mercato antiquario: 216 sono greci, 107 demotici, 4 ieratici e 4 copti. Il gruppo più consistente è costituito da 289 papiri, di cui 179 greci; 107 demotici  e 3 ieratici è stato acquistato presso il restauratore austriaco Michael Fackelmann. Si tratta di frammenti recuperati da cartonnages provenienti verosimilmente dal Fayyum. I papiri greci, generalmente in buone condizioni e talora con discreto quoziente di leggibilità, contengono documenti per lo più di epoca ellenistica.

I papiri demotici, di età tardo-tolemaica, contengono testi più estesi e in migliori condizioni rispetto a quelli greci; generalmente  si tratta di conti.

I papiri ieratici conservano probabilmente piccole porzioni del “Libro dei Morti”.

Nel 1999 la Collezione leccese si è arricchita di 4 papiri, acquistati presso l’antiquario Charles Ede di Londra, di cui due greci e due copti. Il PUL inv. G 179 contiene, in buono stato, alcune linee di una lettera privata, verosimilmente del III-IV d.C.; è ascrivibile invece al III sec. a.C. il conto conservato nel PUL inv. G 180. Dei due papiri copti il PUL inv. C 1 è un frammento di una ricevuta di vino dell’VIII sec. d.C.; il PUL inv. C 2, scritto su entrambi i lati, conserva su un lato il nome del destinatario di una lettera del VI-VII sec. d.C., la lettera stessa sull’altro lato.

Nel 2001 sono stati acquistati presso l’antiquario Serop Simonian di Amburgo 29 papiri greci, contenenti brevi testi documentari di epoca tolemaica e complessivamente in buone condizioni. Al medesimo anno risale anche l’acquisto di 4 papiri dall’antiquario Ede: uno greco (PUL inv. G 211), di contenuto imprecisato e databile al IV-V d.C.; due copti (PUL inv. C 3-4), anch’essi di contenuto imprecisato, entrambi del VII-VIII sec. d.C.; l’ultimo, ieratico (PUL inv. I 4), è composto da tre frammenti combacianti del IV a.C. e contenenti estratti del “Libro dei Morti”.

Nel 2002 il Centro ha comperato dall’antiquario Gian Baldo Baldi di La Spezia cinque frammenti greci in discrete condizioni.

Nel 2005 23 frammenti di papiri documentari greci di epoca tolemaica acquistati dall’antiquario Simonian hanno ulteriormente incrementato la raccolta.

Tutti i papiri, restaurati, messi sotto vetro e catalogati, sono attualmente custoditi nel Museo Papirologico dell’Università degli Studi di Lecce. Gran parte di essi è consultabile on-line grazie ad un database, realizzato in collaborazione con il Coordinamento S.I.B.A. (Servizi Informatici Bibliotecari di Ateneo, diretto da Virginia Valzano) accessibile a coloro che sono in possesso di una password. Alcuni dei frammenti più interessanti sono stati sottoposti al cosiddetto “restauro virtuale”, una tecnica particolare elaborata dal Coordinamento S.I.B.A. in collaborazione con il Centro di Studi Papirologici leccese, che permette di ricostruire al computer un papiro nella sua forma originaria.

Ancóra nel 2005 altri materiali variamente attinenti al mondo della scrittura si sono aggiunti alla collezione. Essi sono stati acquistati presso l’antiquario Ede in tre nuclei. Un primo gruppo è costituito da 3 pezzi: un ostrakon calcareo ieratico di epoca dinastica (1307-1070 a.C.), contenente parte di un’opera letteraria nota come “La satira dei mestieri”; una tavoletta scrittoria lignea del IV-V sec. d.C. (TUL inv. C 1), con un testo biblico in copto delineato su entrambe le facce; una tavoletta votiva in faïence verde del 300 a.C. ca. (TUL inv. H 1), con inciso in geroglifico il nome di un sacerdote. In un secondo momento sono state acquistate una tegola del II-III sec. d.C. (VUL inv. L 1) con impresso un marchio di fabbrica della XIV legione “Gemina”; una lucerna dell’80 d.C. (VUL inv. G 1) con impresso sulla base un marchio di fabbrica in greco ed una lastra in calcare frammentaria del I sec. d.C., contenente parte di un’iscrizione commemorativa in greco (VUL inv. G 2).

 

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