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Soknopaiou Nesos - Il sito Cambia lingua


Dopo essere stata abbandonata dai suoi abitanti intorno alla metà del III secolo d.C. la piccola città di Soknopaiou Nesos iniziò ad essere sepolta dalle sabbie del deserto ed i suoi edifici cominciarono a crollare. La sabbia e i crolli dei tetti e dei piani più alti delle abitazioni sigillarono e protessero gli oggetti e le suppellettili che gli abitanti avevano lasciato dietro di sé. Il sito fu frequentato sporadicamente in epoca tardo-romana e durante il periodo medievale, come dimostra la ceramica rinvenuta nei recenti scavi dell’Università del Salento (Lecce). Tuttavia la lontananza delle rovine dalle aree coltivate della regione del Fayyum e dalla Valle del Nilo ha consentito una loro ottima conservazione. Le bianche mura che racchiudono l’area templare svettano ancora verso il cielo per un’altezza di circa 15 metri e costituiscono un punto di riferimento sicuro per i viaggiatori nel deserto.

L’insediamento fu fondato nel III secolo a.C., all’inizio dell’epoca tolemaica, in un periodo in cui il Fayyum fu oggetto di una imponente opera di bonifica, compiuta durante il regno di Tolemeo II (282-246 a.C.). La bonifica consentì la massima estensione dei terreni coltivabili nel Fayyum, una delle regioni più fertili dell’Egitto. Centinaia di chilometri di canali artificiali furono scavati per drenare e portare acqua nel deserto che circondava l’oasi e numerosi nuovi insediamenti furono fondati per ospitare gli agricoltori e i nuovi proprietari stranieri. I nuovi campi infatti vennero per lo più assegnati a militari e funzionari stranieri al servizio dei Tolemei, sovrani di origine macedone che ereditarono il regno alla morte di Alessandro Magno. Anche in epoca romana il Fayyum continuò ad essere una regione con un’alta percentuale di stranieri residenti o proprietari di terreni, tra i quali veterani e familiari dell’imperatore.

Soknopaiou Nesos è il nome greco della città, fondata nel deserto come importante centro di culto e di commercio. Di qui infatti passavano le vie carovaniere che collegavano le oasi del deserto occidentale ad Alessandria e al Mediterraneo.